Batteria, percussioni, Jazz, beatmaking, DJing e rap: prima ancora di essere una contaminazione tra generi, “Timeless” è la sintesi del percorso musicale di Sclaice. Il nuovo singolo, disponibile da oggi, venerdì 14 agosto, unisce Deep House, Be-Bop, Funk, Hip Hop e bossa nova in una composizione che mette al centro gli strumenti, la costruzione dell’arrangiamento e il dialogo tra musica elettronica e suonata.
Sclaice, nome d’arte di Francesco Sclafani, nasce a Busto Arsizio il 14 maggio 1995 e si avvicina alla musica quando è ancora bambino. Nel 1999 comincia a suonare la batteria, mentre dal 2002 studia batteria e percussioni all’Accademia di Musica Clara Schumann di Olgiate Olona con il maestro Andrea Cappellari. Le esperienze successive all’interno di formazioni Jazz, Blues, Funk, Reggae e Alternative gli permettono di sviluppare una conoscenza musicale che andrà poi a confluire nella produzione.

Dalla batteria al beatmaking
L’incontro con la cultura Hip Hop arriva nel 2008. Sclaice comincia a produrre beat, scrivere testi e registrare nel proprio home studio, avvicinando progressivamente la formazione da musicista alla figura dell’MC e del DJ. Nel 2015 pubblica l’EP strumentale “Essence (Boom Bap Beats)”, seguito dal primo album cantato e autoprodotto “Urban Street” nel 2018. Arrivano poi “Second To None” nel 2021 e “Reset” nel 2023, progetto che ospita artisti come Ted Bee, DJ Jad, Cuba Cabbal, DJ Fastcut e il cantante Jazz statunitense Lee Mays.
Nel corso degli anni Sclaice porta la propria musica anche fuori dai tradizionali circuiti rap. Nel 2021 partecipa a Italia’s Got Talent insieme a una band completa e presenta “Venti Di Guerra” a Casa Sanremo Live Box. Sono esperienze che evidenziano una caratteristica costante del suo percorso: pensare il rap non soltanto attraverso voce e beat, ma come musica da comporre, arrangiare ed eseguire.

La costruzione musicale di “Timeless”
Questa formazione emerge chiaramente nel nuovo singolo. “Timeless” parte da un impianto Deep House, ma non si limita alla ripetizione della pulsazione elettronica. Il piano Rhodes contribuisce a creare profondità armonica, la chitarra introduce accenti Funk, l’organo amplia il colore dell’arrangiamento e il sax tenore di Claudio Gatti diventa una vera voce interna alla composizione. Nel bridge, il passaggio in bossa nova spezza il movimento in quattro quarti e apre uno spazio più rilassato per il sax, il vibrafono e le percussioni sincopate.
Anche la disposizione delle parti racconta il percorso dell’autore. Sclaice sceglie di non entrare subito come rapper, lasciando che nella prima sezione sia la musica a guidare l’ascoltatore. Il rapping arriva successivamente e cambia la prospettiva del pezzo, facendo emergere l’MC senza mettere in secondo piano il lavoro del produttore. Le due identità non si contendono il brano, ma si completano.
“Timeless” segna così il ritorno discografico di Sclaice dopo “Déjà-Vu” del 2024 e apre una fase legata anche a Urban Groove Records, realtà attraverso la quale l’artista intende gestire autonomamente la propria produzione. Il prossimo album, “Zero”, è previsto per il 2027 e tornerà verso sonorità Boom Bap più classiche. Prima di quel passaggio, “Timeless” fotografa il musicista nella sua dimensione più ampia: un autore cresciuto sulla ritmica, formato dal Jazz e arrivato all’Hip Hop senza smettere di ascoltare tutto ciò che esiste intorno.






