Musicalmente si tratta di una canzone in cui Ilaria si distacca leggermente dalla sua formazione da soprano per abbracciare un pop più leggero e orecchiabile, che mantiene comunque un’importante impronta cantautorale nell’alveo della grande tradizione italiana.
Il testo parla di una domenica qualunque, nella quale serenamente si filosofeggia sullo scorrere del tempo, realizzando che, in fondo, basta poco per rialzare le sorti di un momento down. A favorire il ritorno del buonumore è la scrittura di un insieme di pensieri, di parole accompagnate da una melodia che diventa una canzone da cantare con i sentimenti che ci appartengono nelle più differenti predisposizioni dell’animo umano.
“Può trattarsi di una canzone leggera, o dal significato profondo seppur tradotto in armonie non complesse”, racconta Ilaria. “Tuttavia acquisisce valore nel rispetto dell’unicità preziosa della voce di chi canta, sia essa di una persona dalla pelle bianca che nera… in fin dei conti l’arte della musica unisce gli uomini!”
https://open.spotify.com/intl-it/track/5Ue0obpqATsnwCDA9i3B2k?si=f4d1629977524881
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https://www.youtube.com/watch?v=RzPXLe-GEEo

Compositori e arrangiamenti: Ilaria Gusella e Alessandro Di Dio Masa
Foto: Andrea Zampese
ISRC: IT-THO-26-00003
Ha interpretato diverse opere assumendo ruoli primari come apprezzato soprano lirico di coloratura, ha svolto intensissima attività concertistica con orchestre italiane in particolare del Nord Italia con alcune esperienze in Puglia e Campania, ma non ha mai accantonato la musica pop con la quale ha stretto un patto segreto fin da piccina.
Attualmente lavora in collaborazione con l’etichetta MusicantieRecords di Carrara. Il suo nuovo brano Una domenica che non riposa è stato prodotto da Alessandro Di Dio Masa. Per sei anni Di Dio Masa è stato l’insegnante di chitarra di Francesco Gabbani, con il quale ha collaborato negli anni 2011-2014 alle produzioni effettuate presso Musicantiere Toscana. È stato, come dice spesso Gabbani, il suo maestro che ha contribuito alla sua crescita artistica nonché “faro nel cammino di sensibilità”.






