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20 Maggio 2026

“M PER MAFIA”, il nuovo singolo di SHEFFER racconta il lato invisibile della musica live

“M PER MAFIA” non è il classico pezzo che usa il tema dell’industria musicale come pretesto per uno sfogo generico. Nel nuovo singolo di SHEFFER il discorso è più concreto e parte da un punto preciso: la vita live degli artisti emergenti. L’episodio che ha acceso la scrittura del brano è semplice e per questo... Read More

“M PER MAFIA” non è il classico pezzo che usa il tema dell’industria musicale come pretesto per uno sfogo generico. Nel nuovo singolo di SHEFFER il discorso è più concreto e parte da un punto preciso: la vita live degli artisti emergenti.

L’episodio che ha acceso la scrittura del brano è semplice e per questo quasi universale. Dopo aver tenuto in piedi una serata in un locale praticamente vuoto, a lui e al chitarrista Gabriel Bagini viene chiesto di allungare ulteriormente il set, fuori repertorio e senza alcun riconoscimento aggiuntivo. Una situazione che molti musicisti indipendenti conoscono bene e che qui diventa il simbolo di un meccanismo più grande.

Da questa esperienza nasce “M PER MAFIA”, traccia che usa la provocazione del titolo per mettere a fuoco una percezione diffusa: quella di una scena in cui spesso accessi, relazioni e posizionamento sembrano avere più peso del lavoro artistico.

SHEFFER però evita il rischio più grande che un pezzo del genere poteva avere, cioè diventare solo una lista di recriminazioni. Il singolo infatti resta innanzitutto musicale.

L’impianto sonoro è probabilmente la parte più interessante del progetto. Rap, influenze elettro-swing, chitarre e un’attitudine presa direttamente dal mondo hardcore convivono senza sembrare un collage di riferimenti. La provenienza dell’artista si sente: prima del rap ci sono stati anni di band metal, palco e cultura live. E questo cambia il modo in cui il pezzo è costruito.

“M PER MAFIA” non ragiona da streaming, ragiona da concerto.

Ci sono momenti che sembrano scritti per il pubblico, aperture pensate per la risposta sotto palco e una tensione continua che ricorda più un set rock che una performance urban tradizionale. Non sorprende infatti che il brano sia già tra i più forti dal vivo.

Interessante anche il sottotesto che accompagna la traccia. Accanto alla critica emerge infatti un’idea diversa di scena: collaborazione tra artisti, spazi condivisi e indipendenza creativa. Non tanto il rifiuto dell’industria, quanto il tentativo di costruire qualcosa fuori dalle sue regole.

In questo senso “M PER MAFIA” sembra fotografare bene il momento attuale di SHEFFER. Un artista che arriva da un periodo complesso, tra progetti rimasti sospesi e una lunga fase lontano dai riflettori, e che oggi sembra meno interessato a cercare legittimazione esterna e più concentrato nel definire il proprio linguaggio.

Il risultato è un singolo ruvido, imperfetto e molto fisico. E forse proprio per questo credibile.

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