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28 Agosto 2026

Nel loro nuovo album, gli ALMA Acoustic fanno una dichiarazione d’amore alla musica

Ci sono dischi che non hanno bisogno di inseguire il nuovo perché trovano la propria ragione d’essere nel rapporto con ciò che è stato. BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI. degli ALMA Acoustic appartiene a questa categoria: è un disco bello, profondamente nostalgico, che guarda alla musica non soltanto come a un linguaggio, ma come a un luogo... Read More

Ci sono dischi che non hanno bisogno di inseguire il nuovo perché trovano la propria ragione d’essere nel rapporto con ciò che è stato. BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI. degli ALMA Acoustic appartiene a questa categoria: è un disco bello, profondamente nostalgico, che guarda alla musica non soltanto come a un linguaggio, ma come a un luogo in cui tornare. Un luogo fatto di chitarre, notti, disillusioni e sogni che, nel frattempo, hanno cambiato forma.

La nostalgia che attraversa il disco, però, non è quella rassicurante del semplice ricordo. È qualcosa di più amaro, perché appartiene a una generazione cresciuta immaginando un futuro diverso e che si è ritrovata, lentamente, schiacciata proprio dai propri sogni. Le aspettative, le ambizioni, l’idea romantica che prima o poi sarebbe arrivato il proprio momento: tutto sembra sopravvivere nelle canzoni degli ALMA Acoustic, ma con quella consapevolezza che soltanto il tempo può dare.

E allora la musica diventa una sorta di archivio emotivo. Dentro BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI. si sente l’affetto per un modo di intendere le canzoni che oggi sembra appartenere a un’altra epoca: la dimensione collettiva dell’ascolto, la voglia di suonare, di condividere, di riconoscersi in un ritornello. Non c’è bisogno di trasformare questa memoria in un esercizio filologico: gli ALMA Acoustic la fanno vivere attraverso un disco che mantiene una forte immediatezza e soprattutto una genuina voglia di raccontarsi.

È proprio questa sincerità a rendere il lavoro più interessante di quanto potrebbe suggerire una semplice operazione nostalgica. Non si tratta soltanto di guardare indietro, ma di fare i conti con quello che è rimasto. Con le cose che non sono andate come previsto, con le illusioni diventate ricordi e con la musica che, nonostante tutto, continua a essere lì.

BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI. finisce così per assumere i contorni di una dichiarazione d’amore: alla musica, certo, ma anche a tutto ciò che la musica ha rappresentato per una generazione. Una generazione che forse non ha conquistato il mondo come pensava, ma che continua a cercare nelle canzoni una forma di appartenenza, di resistenza e, perché no, di libertà.

Gli ALMA Acoustic non provano a nascondere le crepe. Le trasformano in canzoni. E forse è proprio questo il senso più autentico del disco: ricordarci che anche quando i sogni ci hanno schiacciati, può ancora restare una chitarra da imbracciare e qualcosa da cantare.

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