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6 Luglio 2026

“RAW BOY”: AB ONE debutta con un EP che punta sull’identità prima ancora che sulle hit

La trap è un linguaggio in continua evoluzione. Cambiano i suoni, le influenze e le tendenze, ma resta una costante: la necessità di avere qualcosa di personale da raccontare. È da questo presupposto che parte “RAW BOY”, il nuovo EP di AB ONE, un progetto di sette tracce che mette al centro l’identità dell’artista prima... Read More

La trap è un linguaggio in continua evoluzione. Cambiano i suoni, le influenze e le tendenze, ma resta una costante: la necessità di avere qualcosa di personale da raccontare.

È da questo presupposto che parte “RAW BOY”, il nuovo EP di AB ONE, un progetto di sette tracce che mette al centro l’identità dell’artista prima ancora della ricerca del singolo perfetto.

Il rapper veneto sceglie di affidare l’intera produzione a Sbale, dando vita a un lavoro compatto sia dal punto di vista sonoro sia da quello narrativo. La scelta di collaborare con un unico producer permette all’EP di sviluppare una direzione precisa, senza cambi di rotta o contaminazioni forzate. Il risultato è un ascolto lineare, in cui ogni traccia contribuisce alla costruzione di un’unica fotografia.

Quella raccontata da AB ONE è una realtà fatta di strada, ambizione e voglia di costruire qualcosa attraverso la musica. Non c’è la ricerca della spettacolarizzazione, ma piuttosto il tentativo di trasformare il proprio vissuto in un linguaggio immediato, comprensibile a chi condivide esperienze simili.

L’apertura con “RAW BOY” definisce subito il carattere dell’EP. È una traccia che trasmette sicurezza e determinazione, introducendo un protagonista consapevole del proprio percorso e deciso a rivendicare il proprio spazio. La produzione lascia respirare la voce, mentre il flow accompagna un racconto che non ha bisogno di particolari artifici.

Con “Trap Internazionale” il progetto cambia ritmo. Il beat accelera, le metriche si fanno più serrate e l’influenza della scena estera emerge con maggiore decisione. È uno dei momenti più energici dell’EP, dove AB ONE dimostra di sentirsi a proprio agio su sonorità contemporanee senza perdere la propria impronta.

La parte centrale della tracklist è costruita per mantenere alta l’intensità. “Jackpot”, impreziosita dalla presenza di Kevin Mopao, e “Affari Scomodi” sono due episodi che giocano sull’impatto immediato, alternando barre dirette e beat essenziali. Qui emerge il lato più competitivo dell’artista, che utilizza la scrittura come strumento di affermazione personale.

A spezzare questo equilibrio arriva “Lelly Kelly”, probabilmente il brano più leggero dell’intero progetto. Pur mantenendo l’attitudine trap, introduce una dimensione più dinamica e lascia emergere una maggiore varietà nel modo di interpretare le produzioni.

Il vero cambio di prospettiva arriva però con “PILLS PAIN AND DRUGS”. È il momento in cui l’EP rallenta e AB ONE decide di mettere in primo piano la propria parte più vulnerabile. La scrittura diventa più personale, il mood si fa malinconico e il disco acquista una profondità che fino a quel momento era rimasta volutamente sullo sfondo.

A chiudere il lavoro è “My Choppa”, che riporta immediatamente il racconto su coordinate più dure. Beat veloci, energia e una presenza vocale sicura permettono all’EP di concludersi mantenendo la stessa intensità con cui era iniziato.

Più che cercare la sorpresa, RAW BOY convince per la sua coerenza. Ogni brano sembra avere un ruolo preciso all’interno del progetto e contribuisce a delineare la personalità di AB ONE. È un aspetto tutt’altro che scontato per un artista agli inizi, soprattutto in un momento in cui molti progetti finiscono per assomigliarsi.

Il lavoro di Sbale merita una menzione particolare. Le produzioni non cercano mai di rubare la scena, ma costruiscono un ambiente sonoro funzionale alla narrazione. La scelta di mantenere un’estetica omogenea rafforza ulteriormente l’identità del disco e permette ad AB ONE di muoversi con naturalezza all’interno delle tracce.

Con “RAW BOY”, il rapper veneto non prova a ridefinire i confini della trap italiana. Fa qualcosa di altrettanto importante: presenta una visione chiara di sé stesso e del percorso che vuole intraprendere. È un primo passo solido, che lascia intuire margini di crescita interessanti e la volontà di costruire una carriera basata sulla propria identità, più che sulle mode del momento.

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