A vent’anni dall’inizio del suo percorso artistico, Blind Reverendo racconta la nascita di Reven_ton, un album che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. Tra ritmi, inclusione e una storia personale fatta di ostacoli e riscatto, l’artista trasforma la musica in un ponte tra culture ed emozioni.
“Reven_ton” celebra i tuoi vent’anni di carriera. Che emozione provi nel guardare indietro al percorso fatto fino a oggi?
Emozioni molto contrastanti.
Dal punto di vista umano, molto belle, con molto affetto ed aneddoti, ho incontrato un sacco di persone provenienti da ogni parte del mondo ed ognuno con la propria storia e cultura che hanno messo a disposizione in questi anni al servizio della musica, oltre che la loro amicizia nel tempo.
Hai raccontato che questo album rappresenta anche un nuovo inizio, con influenze sempre più vicine alla world music. Cosa ti ha spinto a esplorare questa direzione artistica?
Mi porta ad esplorare il fatto che io sia una persona curiosa, e che arrivi dalle percussioni ed i ritmi, percui il reggae in quanto reggae, mi iniziava a stare stretto, anche perché non lo mai fatto in modo puro e duro, dico world music poiché ho deciso di far uscire i brani per la sua propria natura e di non essere influenzato da un genere, questo per quanto riguarda i nuovi singoli. Per quanto riguarda il live, è reggae ovviamente e danceall, ed è anch in parte urban soprattutto nelle ultime tracce.
Il titolo “Reven_ton” è molto originale e racchiude diversi significati. Come è nata questa idea e cosa rappresenta per te?
L’idea à nata una notte in furgone opo un concerto in Francia, insieme a Jungle Juli, la quale cantò con me il 22, e nel 23 lei, essendo di madre spagnola, ebbe l’ idea. Reventar vuol dire spaccare tutto, reggaeton già lo sappiamo, stavo ercando quei ritmi e Reverendo, così nacque il titolo Reven_ton
Il concerto da cui nasce il disco è stato pensato per essere accessibile a tutti. Quanto è importante per te rendere la musica davvero inclusiva?
Un mondo senza barriere architettoniche è il primo passo per un mondo senza bariere culturali; per cui direi, in una scala da 1 a 100, 100! Accessibilita non solo architettonica e non solo tecnologie inclusive, ma anche accessibilita economica.
Dopo questo importante traguardo, cosa possiamo aspettarci da Blind Reverendo nei prossimi mesi? Ci sono nuovi progetti o live già in programma?
Non so se sia un traguardo, credo sia più un ponte tra un periodo e l’altrro, ma da fine luglio, ogni mese circa, fino a dicembre usciranno dei nuovi brani, dove parlerò piu di me, della mia storia, qello che è stato l’orfanotrofio da piccolo, l’abbandono, la disabilità e di cose divertenti. Vorrei poter regalare alle persone un pizzico di speranza e di forza se fosse possibile, ed anche un sorriso.






