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4 Settembre 2026

Alessandro Rosato, vivere e stare bene, cose fondamentali per poter portare avanti la mia arte con etica e autenticità

Alessandro Rosato è un autore, compositore e artista italiano. Nel suo lavoro tutto nasce da un concetto, indipendentemente dal mezzo: parola, musica, immagine o una combinazione dei tre. Non è la prima volta che Rosato rifonda una parola: nei suoi lavori, da “Ventopelle” a “Draumi suoi”, il linguaggio non descrive soltanto, ma diventa. Con un... Read More

Alessandro Rosato è un autore, compositore e artista italiano. Nel suo lavoro tutto nasce da un concetto, indipendentemente dal mezzo: parola, musica, immagine o una combinazione dei tre. Non è la prima volta che Rosato rifonda una parola: nei suoi lavori, da “Ventopelle” a “Draumi suoi”, il linguaggio non descrive soltanto, ma diventa. Con un bagaglio di esperienze maturate tra l’Italia e l’Europa, Rosato ha sviluppato una scrittura nutrita da una precisa sensibilità visiva.

Questo legame profondo con il testo lo ha portato a pubblicare anche in ambito editoriale, dal romanzo “Zona franca”, fino ai testi di grammatica per Feltrinelli Scuola, consolidando un’attenzione quasi artigianale per la parola.
Sebbene la composizione nasca principalmente al pianoforte, è la sua essenza di autore a guidare l’intera proposta artistica, trasformando il vissuto intimo in un messaggio universale.

Con KARA apre una nuova fase ancora più vulnerabile e diretta: una musica stratificata negli arrangiamenti, nella vocalità fragile ma aperta, e soprattutto nei significati.

Ciao e benvenuto a questa intervista. Quando hai iniziato il tuo progetto?
Due anni fa circa. Nel 2024 è uscito il mio primo singolo. A 13 anni invece ho scoperto il pianoforte, continuando poi da autodidatta anche quando la vita mi ha portato in Spagna a lavorare in altro, nella pubblicità. A Barcellona, dopo l’ufficio, passavo a suonare in un negozio di pianoforti; ci sono stati tanti attimi che mi hanno fatto capire nel tempo cosa potessi donare agli altri e che dovevo iniziare il mio progetto musicale. Oggi esordisco con il mio primo EP.

Come descriveresti il tuo sound?
Il mio sound è legato molto al contenuto: tutto parte dalla voce, dal testo e da una certa vulnerabilità. È un mix tra antico e contemporaneo, tra classico e moderno; è qualcosa di caldo ma allo stesso tempo notturno. Un pianoforte e una stufa, in una stanza ancora fredda.

Domanda provocatoria: Perché dovremmo ascoltare Kara ?
Forse KARA non è da ascoltare.

Cosa ascolti quando sei a casa?
Strumentale, colonne sonore cinematografiche, cantautorato italiano, rap e a volte anche indie pop. Altre volte, il silenzio.

Un musicista che ti piacerebbe incontrare per una birra?
Uno solo non riesco a sceglierlo, vado di pancia al momento. Bon Iver forse, o Kanye West.

Quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro?
Vivere e stare bene, cose fondamentali per poter portare avanti la mia arte con etica e autenticità. Poi far andare avanti KARA, farlo conoscere. Perché questo disco non si esaurisce nel “prodotto”, ma è una riflessione collettiva perenne su cui confrontarsi.
Grazie.

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