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21 Agosto 2026

Il Suono della Città: il groove prende forma tra basso, scratch e rap

Il Suono della Città entra subito in movimento. Non costruisce un’introduzione graduale e non cerca atmosfere sospese: gli scratch aprono il brano con un taglio netto, il basso arriva a occupare il centro e la voce di Othelloman si inserisce dentro una struttura già in corsa. È una scelta che chiarisce immediatamente la natura del... Read More

Il Suono della Città entra subito in movimento. Non costruisce un’introduzione graduale e non cerca atmosfere sospese: gli scratch aprono il brano con un taglio netto, il basso arriva a occupare il centro e la voce di Othelloman si inserisce dentro una struttura già in corsa. È una scelta che chiarisce immediatamente la natura del pezzo, più interessato alla reazione fisica dell’ascoltatore che alla costruzione di un racconto lineare.

La linea suonata da Saturnino è elastica, presente, a tratti quasi ingombrante, ma proprio questa esposizione impedisce alla produzione di diventare una normale base rap. Il basso non segue il ritmo: lo governa. Intorno si muovono una batteria asciutta, frammenti vocali, chitarre campionate e piccoli richiami melodici che cambiano continuamente la superficie senza interrompere la spinta principale. Il funk emerge quindi dal modo in cui gli elementi si incastrano, non dall’imitazione estetica di un’epoca precisa.

Anche gli scratch di DJ Delta vengono trattati in maniera poco convenzionale. Non servono a mettere una firma old school sul brano, ma introducono pause, aperture e variazioni, assumendo una funzione simile a quella che in un altro arrangiamento potrebbe avere una chitarra solista. Nei passaggi in cui basso, giradischi e voce si sovrappongono, il pezzo corre il rischio di diventare troppo pieno; la produzione evita però l’accumulo continuo e lascia che siano soprattutto i cambi di intensità a far avanzare la traccia.

Othelloman sceglie un’interpretazione ritmica e comunicativa.

Le parole lavorano insieme alla musica, seguono le accelerazioni del groove e preparano una risposta corale, senza pretendere di dominare ogni spazio. È uno dei motivi per cui Il Suono della Città conserva la sensazione di una performance più che di una registrazione chiusa e perfettamente levigata. Le voci collettive ampliano ulteriormente questa impressione, introducendo una componente irregolare e umana in un arrangiamento altrimenti molto controllato.

Il risultato non coincide né con un esercizio nostalgico né con il tentativo di adattare il funk alle formule più immediate del pop contemporaneo. Il Suono della Città preferisce la ripetizione, il dialogo tra gli strumenti e la tensione continua del basso. È un brano che non chiede di essere decifrato: chiede volume, spazio e la disponibilità a lasciarsi trascinare dal ritmo.

 

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