C’è qualcosa di urgente e necessario nella musica dei COLLA, come se ogni brano fosse un tentativo di tenere insieme i pezzi mentre tutto intorno accelera. Con “Almeno per oggi”, la band vicentina torna a raccontare quell’equilibrio precario tra resistenza e smarrimento, trasformando l’incertezza in un punto di partenza più che in un limite. Tra hardcore, punk e aperture melodiche, il loro suono resta diretto, viscerale, profondamente legato al vissuto. In questa intervista, i COLLA parlano della nascita del brano, del rapporto con la provincia, della dimensione live e di un nuovo percorso che sembra appena cominciato.
“Almeno per oggi” sembra parlare di un presente incerto, in cui si cerca di andare avanti anche senza una direzione chiara. Come è nato questo brano e quale stato d’animo rappresenta per voi in questo momento del vostro percorso?
Teniamo molto a questa canzone, è stata la prima canzone scritta e registrata con Mattia Crestanello nuovo chitarrista della band. Ricordiamo che tutto andò naturale sia nella scrittura che nella registrazione. Il brano è nato da un vecchio testo che era rimasto nel cassetto ed ad oggi lo portiamo live con molto entusiasmo e sappiamo che in qualche modo rappresenta l’incertezza di una strada non tracciata e la consapevolezza che bisogna lasciare il passato per provare ad andare avanti comunque.
Nel vostro suono convivono tre anime molto evidenti: la rabbia dell’hardcore, la schiettezza del punk e melodie quasi pop che restano subito in testa. Come riuscite a tenere insieme queste tre dimensioni senza perdere identità?
Tutto nasce da storie vissute e da ricordi. Abbiamo la fortuna o in qualche modo l’alchimia giusta per comporre i brani in modo istantaneo da un testo quasi definitivo, questa è la ricetta per essere hard, punk.
I vostri testi spesso raccontano una quotidianità inquieta, fatta di dubbi, paure e tentativi di reagire. Quanto è importante per voi che la vostra musica resti legata a un vissuto reale e non solo a un immaginario musicale?
Questo aspetto è molto importante, quasi tutti i brani nascono da conversazioni sulle nostre vite, sulle nostre corse affannate per tenere in piedi un’esistenza a volte assurda e maledettamente veloce. Ci prendiamo il tempo per riflettere e raccontare esperienze e da qui nascono i testi.
Il progetto COLLA nasce in provincia di Vicenza: quanto pensate che l’essere una band di provincia abbia influenzato il vostro modo di fare musica, di costruire una scena e di vivere i live?
Vivere in provincia lontano da tutto è un modo per osservare e restare vivi. Non è un vantaggio da un punto di vista logistico ma lo è da un punto di vista umano. Ci sembra l’unico modo per resistere. Costruire una scena non è facile e quasi impossibile, quello che ci interessa è riuscire in qualche modo ad essere sempre veri e mai costruiti.
La dimensione dal vivo sembra essere centrale nel vostro percorso. Che cosa succede alle vostre canzoni quando passano dalla sala prove o dallo studio al palco?
Bella domanda. Qui accade quello che ci piace molto, siamo sempre curiosi e ansiosi nel proporre nuove canzoni dal vivo, alcune funzionano benissimo altre meno e abbiamo capito che non dipende da noi ma dal pubblico che per motivi a noi sconosciuti interagisce in modo inaspettato e forse unico e per questo motivo amiamo quello che facciamo.
Il 13 marzo suonerete allo storico Bloom, uno dei luoghi simbolo della musica indipendente italiana. Che tipo di concerto avete in mente per quella sera e cosa vi aspettate dall’incontro con il pubblico del Bloom?
Behh che dire, non ci aspettiamo nulla e tutto: daremo sicuramente il meglio.
Guardando oltre “Almeno per oggi”, in che direzione state andando come band? È un singolo isolato o fa parte di un percorso più ampio che porterà presto a nuova musica?
Abbiamo un nuovo album che uscirà a brevissimo, nel frattempo abbiamo pubblicato due nuovi singoli, Fottetevi e Asteroide. Almeno per oggi è stato l’inizio di un nuovo percorso che ci ha portati ad essere consapevoli di quello che siamo: hard punk.
BIO:
COLLA è un trio vicentino nato nel 2017 dall’incontro tra musicisti già attivi nella scena alternativa punk italiana. Il loro suono fonde l’urgenza del punk, la potenza dell’hard rock e la melodia del pop, dando vita a un mix esplosivo e immediatamente riconoscibile. I testi, diretti e sinceri, raccontano con disillusione e ironia la fragilità quotidiana, mentre dal vivo i COLLA sprigionano pura energia: nessun filtro, nessuna posa — solo suono, sudore e contatto con il pubblico. Ogni concerto è un’esperienza collettiva, intensa e viscerale, che li ha portati a calcare palchi di club, festival e rassegne in tutta Italia.
I COLLA sono Hard perché pestano più duro che possono su fusti, basso e chitarre.
I COLLA sono Punk perché ti dicono le cose come stanno.
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