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10 Luglio 2026

Hekima oltre il reggae: la costruzione di un’identità sonora. Intervista

Dietro Ruling Sounds c’è un lavoro durato diversi anni, nato durante il periodo della pandemia e cresciuto senza la fretta di dover rispettare scadenze o rincorrere il mercato. Il nuovo album di Hekima è il risultato di un percorso costruito tra ricerca sonora, sperimentazione tecnica e una precisa idea artistica, sviluppata interamente nel suo nuovo... Read More

Dietro Ruling Sounds c’è un lavoro durato diversi anni, nato durante il periodo della pandemia e cresciuto senza la fretta di dover rispettare scadenze o rincorrere il mercato. Il nuovo album di Hekima è il risultato di un percorso costruito tra ricerca sonora, sperimentazione tecnica e una precisa idea artistica, sviluppata interamente nel suo nuovo studio di registrazione.

Un progetto che conferma il forte legame dell’artista con la cultura reggae e con un modo di fare musica che mette al centro qualità, identità e libertà creativa.

Per noi, Hekima racconta il processo che ha dato vita a Ruling Sounds, dalle prime registrazioni alle collaborazioni internazionali, fino al valore dell’indipendenza e alla continua evoluzione del suo percorso artistico.

Ruling Sounds arriva dopo diversi progetti e collaborazioni internazionali. Con quale stato d’animo sei entrato in studio per realizzare questo album?

Ho iniziato a incidere le tracce ritmiche durante la quarantena Covid, nel 2020, appena cablato e completato il nuovo studio. Me la sono presa con molta calma, ho anticipato tanti altri progetti prima di far uscire questo disco. Quindi zero pressione e piena libertà creativa.

Quanto tempo è servito per costruire il suono definitivo del disco e quali sono state le principali sfide produttive?

Come già detto, ci sono voluti anni per perfezionarlo, confrontarmi e completarlo, senza sapere inizialmente neanche cosa fare del materiale accumulato. Le sfide più grandi sono state quelle tecniche: mi sono preso il tempo per capire dove e come posizionare al meglio microfoni e strumenti e come trattarli. È comunque un percorso in continua evoluzione e sperimentazione.

Hai scelto di mantenere una forte coerenza sonora lungo tutto il progetto. Quanto è stato difficile resistere alla tentazione di sperimentare direzioni molto diverse?

In realtà non tanto, perché considerando la natura del progetto ho voluto proseguire in quella direzione per raggiungere un obiettivo ben preciso, quasi fosse un concept album dal punto di vista sonoro. Il contesto stesso mi ha portato a mantenere una forte coerenza senza sentire la necessità di seguire un trend più moderno.

Le collaborazioni presenti nel disco aggiungono valore senza snaturare l’identità del progetto. Come hai selezionato gli ospiti?

Ho sempre stimato il percorso artistico degli artisti con cui ho collaborato. Ognuno è stato inserito nel contesto sonoro che ritenevo più adatto. Michael Palmer ed Eek-A-Mouse arrivano dal rub-a-dub degli anni Ottanta, che rappresenta una delle linee guida principali dell’album. Per Mama Marjas, invece, ho scelto un’atmosfera più nostrana e contestualizzata, senza allontanarmi dal concept del disco.

C’è un brano che ha richiesto più lavoro del previsto prima di raggiungere la forma definitiva?

Non in particolare. La prima fase la dedico ad aggiungere quanti più suoni possibile. Una volta registrate le voci, riadatto tutti gli incipit e le melodie attorno a esse. È il mio modo di lavorare e questo processo può richiedere una settimana come anche un mese.

Quali aspetti della tua crescita personale pensi siano maggiormente riflessi nei testi di Ruling Sounds?

Forse il riscatto attraverso la musica è il tema che ritorna più spesso, anche se a volte in maniera implicita.

Dopo tanti anni di attività indipendente, cosa significa oggi per te continuare a pubblicare musica attraverso la tua realtà, Riddim Master?

Significa libertà di scelta e di gestione del progetto. Non avere tempi imposti né condizioni esterne credo sia uno dei fattori più importanti per ottenere il miglior risultato possibile da un punto di vista artistico.

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